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Jun
13
2009
I ruoli nella pallavolo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Sabato 13 Giugno 2009 04:23
Il palleggiatore, o "alzatore" quando si trova in prima linea è situato solitamente in zona 2, mentre, quando è in difesa, occupa posto 1. A lui sono indirizzati tutti i palloni (provenienti dalla ricezione o dalla difesa) che dovranno essere smistati agli schiacciatori. Per questo motivo si parla del palleggiatore come del "regista" d'attacco della squadra. Deve essere un leader, non soltanto in campo, ma anche fuori. Deve possedere un patrimonio di capacità coordinative che deve essere il più ampio possibile, sulla cui base si può inserire un elevato livello della tecnica specifica del palleggio. È sicuramente il giocatore che coopera maggiormente con l'allenatore e ne condivide programmi e strategie.
Le caratteristiche del palleggiatore: 
- Precisione di palleggio sia su alzate alte e lontane che su alzate vicine e veloci. È questa, sicuramente, la caratteristica più tipica dell'alzatore, che deve mettere i propri compagni di squadra in condizione di poter schiacciare in modo positivo. Il regolare rendimento di uno schiacciatore è, infatti, in larga misura frutto di una precisione costante nelle alzate che riceve.
- Intelligenza tattica: a parità di precisione di palleggio, quello che fa la differenza tra un regista e un altro, è la scelta del tipo di alzata, che può condizionare sostanzialmente il rendimento dei singoli attaccanti e, di conseguenza, di tutta la squadra. A ogni palleggio è necessaria una grande lucidità per sfruttare al massimo sia le potenzialità d'attacco dei propri schiacciatori, sia le debolezze difensive dell'avversario.
- Reattività negli spostamenti: necessaria in quanto, raramente, il palleggiatore si trova già in partenza nel punto di campo dove eseguirà, effettivamente, il secondo tocco e spesso è costretto, invece, a coprire parecchi metri di corsa per arrivare in posizione corretta sulla palla. Un alzatore con tempi di reazione modesti sarà frequentemente in ritardo e quindi, trovandosi fuori equilibrio, difficilmente riuscirà ad alzare palloni decenti ai propri attaccanti.
- Tocco di palla morbido e naturale. Esistono essenzialmente due tipologie di alzatori: quelli che posseggono un tocco naturale di palleggio e quelli che, invece, se lo sono costruito negli anni con l'allenamento. La differenza sostanziale tra queste due categorie è che i primi hanno meno difficoltà a fronteggiare situazioni particolarmente stressanti mentre i secondi, in posizioni di scarso equilibrio o in condizioni di elevata tensione fisica e psicologica, tendono a "sporcare" il palleggio, che può anche diventare impreciso e falloso (fallo di doppio).
- Alta statura. l'altezza dei giocatori è diventata di importanza determinante, soprattutto per poter contrastare a muro gli attacchi avversari. Anche i palleggiatori hanno risentito di questa tendenza, tenendo conto, poi, del fatto che l'alzatore, quando è in prima linea, dovrà murare l'attacco dello schiacciatore laterale della squadra avversaria. Un alzatore troppo basso creerebbe un "buco" nel muro consentendo allo schiacciatore avversario di passarci sopra e mettendo, così, in grossa difficoltà la propria difesa.

Il lavoro del regista - L'alzatore deve tenere in considerazione molti aspetti specifici, determinati dall'andamento della partita in corso. Deve:
Cercare la condizione tattica per cui l'attaccante più forte si trovi a schiacciare sul giocatore a muro più debole della squadra avversaria;
Privilegiare le alzate che si sono rivelate più efficaci in allenamento;
Insistere sullo stesso tipo di alzata se l'avversario non riesce ad arginare l'attacco che ne consegue (finché non adotta contromisure adeguate) e, viceversa, cambiare sistematicamente il tipo di alzata se l'avversario mostra una certa facilità di replica;
Cercare di essere fantasiosi nella scelta delle varie alzate (utilizzando gli schemi provati in allenamento) per risultare imprevedibili nei confronti del muro e della difesa avversaria;
Se i giocatori a muro avversari non hanno buone capacità di spostamento, sfruttare tutta l'ampiezza della rete per obbligarli a muoversi il più possibile;
Utilizzare, nei momenti decisivi del set, gli schiacciatori più "freddi" e determinati della propria squadra e, in gioco più spesso gli schiacciatori con il miglior rendimento;
Cercare di alzare il maggior numero di palloni in sospensione per rendere più difficile l'intervento del muro avversario;
Non trascurare gli attacchi di "secondo tocco" per obbligare il muro avversario a mantenere fino all'ultimo momento la posizione davanti al palleggiatore ritardando, quindi, il piazzamento sugli schiacciatori;
Sfruttare la visione periferica per controllare l'eventuale piazzamento anticipato del muro avversario e, di conseguenza, evitare certi tipi di alzate.

Tra i migliori palleggiatori ricordiamo: Viatcheslav Zaitsev, Kim Ho Chul, Mauricio Lima, Fabio Vullo, Peter Blangè, Jeff Stork, Paolo Tofoli, Nikola Grbic, Ricardo, Lloy Ball e per il femminile: Irina Kirillova, Maurizia Cacciatori, Manuela Benelli, Eleonora Lo Bianco, Francesca Ferretti.


Lo schiacciatore "Centrale", o anche soltanto "Centro"

Il centrale ha questo nome appunto perché i centrali attaccano da posto 3 (in prima linea), invece dalla seconda linea stanno di solito in posto 5.
Il centrale viene impegnato più spesso a muro degli altri giocatori perché deve 'raddoppiare' il muro sia da posto 4 che da posto 2 oltre alla possibilità che attacchi il centrale avversario. Il centrale attacca soprattutto il "primo tempo", cioè una palla rapidissima in cui il centrale salta assieme al pallone per anticipare il muro avversario, oppure, nel volley femminile, la "fast". Sia nel femminile che nel maschile il centrale attacca anche la 2: un primo tempo che il palleggiatore gioca dietro di sé spiazzando la difesa avversaria. Un altro attacco del centrale è la 7: un primo tempo spostato di circa 2 metri davanti al palleggiatore.
Nella pallavolo moderna quasi sempre il centrale viene sostituito, nelle rotazioni in cui si trova in seconda linea, dal libero. Il centrale non è quindi necessariamente un difensore o un ricettore dato che non si trova mai in queste situazioni di gioco (se non in una rotazione).
Caratteristiche principali del centrale sono l'altezza, l'elevazione (soprattutto senza rincorsa) e la rapidità negli spostamenti laterali, infatti l'efficacia dell'attacco dal centro è appunto nella velocità con la quale parte la schiacciata.
Alcuni grandi centrali attualmente in attività sono: Gustavo Endres, Luca Tencati, Luigi Mastrangelo, Martin Lebl, Gabriele Pili. A livello femminile: Jenny Barazza, Simona Gioli, Manuela Leggeri, Paola Paggi e Sara Anzanello.
Tra i Centrali che hanno smesso di giocare e che hanno fatto la storia di questo affascinante ruolo: Andrea Lucchetta, Pasquale Gravina, Bas Van de Goor, Andrea Gardinii.
Lo schiacciatore laterale è detto anche "Mano", "Martello", "Schiacciatore-Ricevitore" o più semplcemente "Banda".

Il ruolo e i suoi requisiti:
È, forse, il ruolo più classico, bello e faticoso di tutti perché richiede al giocatore sia di ricevere (anche quando è in prima linea) che d'attaccare. Per questo è richiesta una certa completezza tecnica nell'esecuzione dei fondamentali.
Solitamente gli schiacciatori laterali tendono ad eccellere in uno soltanto dei due compiti principali cui sono preposti (attaccare e ricevere). Essendo rarissimi i giocatori in questo ruolo che riescono ad essere molto efficaci sia in attacco che in ricezione, gli allenatori preferiscono solitamente schierare in campo un laterale "specializzato" in ricezione ed uno specializzato in attacco. Soluzioni differenti, infatti, creerebbero uno squilibrio nel gioco e manderebbero a monte la tattica di squadra. Un esempio abbastanza eloquente a riguardo, è la rara compresenza in nazionale di Cisolla e Zlatanov, due laterali specializzati nel fondamentale della schiacciata. Se venissero schierati contemporaneamente ne guadagnerebbe senz'altro l'attacco ma calerebbe il livello della ricezione, rendendo difficile il gioco sui centrali con conseguente perdita della varietà tattica in attacco.
Le zone occupate dai giocatori di questo ruolo sono la zona 4 (quando il giocatore si trova in prima linea) e la zona 6 (quando è in seconda linea). Prima dell'introduzione del ruolo del Libero, il laterale in seconda linea stazionava in zona 5, mentre in zona 6 veniva schierato il centrale, che attaccava in Pipe. Poiché il libero non può attaccare, quando è stato introdotto nelle regole di gioco, quasi tutte le squadre hanno spostato il Libero (che solitamente occuperebbe il posto del centrale) in zona 5 e il laterale in zona 6, per poter conservare l'attacco in Pipe.
Velocità, peso e potenza sono le componenti fisiche necessarie per la schiacciata.

La complessità del ruolo
Per diventare uno schiacciatore si deve mostrare la volontà di diventarlo, schiacciando sia con tenacia che con intelligenza. Deve sempre esistere l'intento di stabilire un "dominio" sulla difesa avversaria. Ad esempio, se il muro avversario è alto, lo schiacciatore deve saper utilizzare questa situazione a proprio vantaggio: guardare se ci sono varchi, cercare un mani e fuori, ricordando sempre che, contro un buon attaccante, un muro commette sempre più errori di quanti punti ottenga, anche se sembra intimidire. Lo schiacciatore non deve mai accettare che ci possa essere un senso di dominio del muro nei suoi confronti.

Un attacco non è un'azione ad una sola dimensione, ma è un processo mentale che parte da una predisposizione mentale. Fra il muro e lo schiacciatore esiste una forza di volontà. In essa, la persona che compie l'ultima mossa, di solito vince (ad esempio, una rincorsa dello schiacciatore in parallela, per poi "girare" il colpo in diagonale). Lo schiacciatore che possiede un buon controllo del movimento del polso, può usarlo all'ultimo momento; lo schiacciatore che capisce ("leggendo" la difesa avversaria) quando eseguire un pallonetto, quando "piazzare" il colpo o quando tirare forte, è in vantaggio rispetto al muro avversario.
Per ottenere tutto questo è essenziale il controllo, e questo richiede un'esecuzione perfetta della rincorsa, specialmente per quel che riguarda gli ultimi due passi e la "fase di volo". Bisogna essere in grado di colpire la palla nell'ambito dei diversi momenti della propria traiettoria di volo; questo viene chiamato "tempo di sospensione", ed è la capacità di padroneggiare la fase di volo per disporre della miglior struttura temporale per il contatto con la palla.
Alcuni grandi schiacciatori attuali sono: Alberto Cisolla, Samuele Papi, Hristo Zlatanov, Dante Amaral, Matey Kaziyski, Giba, Sebastian Swiderski, Wout Wijsmans, Leonel Marshall. Nel campo femminile, grandi schiacciatrici sono Lioubov Sokolova, Yumilka Ruiz, Mireya Luis, Francesca Piccinini, Simona Rinieri, Antonella Del Core, Darina Mifkova, Angelina Gruen, Evgenia Artamonova, Jenny Lang Ping, Natasa Osmokrovic, Elena Godina.


l'opposto
Il ruolo ha questo nome perché è coperto dal giocatore situato in posizione diametralmente opposta a quella del palleggiatore.
Per questa sua posizione l'opposto è chiamato più volte ad attaccare dalla seconda linea proprio perché il palleggiatore avanti "brucia" la disponibilità di uno schiacciatore; mentre trovandosi in prima linea generalmente effettua il muro in zona 2 coprendo il palleggiatore (a cui è destinato il secondo tocco di palla).
Spesso l'opposto è un giocatore mancino per poter più facilmente attaccare da posto 2 nei diversi punti del campo avversario.
Indubbiamente questo ruolo richiede una maggior incisività in attacco rispetto a tutti gli altri ruoli.
Inoltre l'opposto solitamente non ha il compito di ricevere, quindi i giocatori di questo ruolo non devono essere necessariamente buoni ricettori.
Generalmente l'opposto deve avere una altezza superiore ai 2 metri e una fisicità nettamente superiore agli altri giocatori.
Fra i migliori opposti al mondo si possono citare il serbo Ivan Miljkovic, il bulgaro Vladimir Nikolov e gli italiani Alessandro Fei e Andrea Sartoretti. Nella pallavolo femminile un opposto di grande talento è l'italo-cubana Taismary Aguero. Un'altra giocatrice molto forte in questo ruolo è Elisa Togut, opposto titolare nel mondiale di Berlino 2002 vinto dall'Italia.

Il libero

In ordine cronologico, l'ultimo ruolo introdotto dalla FIVB nel 1997 (in Italia la FIPAV l'ha introdotto l'anno successivo). ha la caratteristica di giocare solo in seconda linea (zone 1, 6 e 5) ed è quindi specializzato nei fondamentali di ricezione/difesa ma esistono alcune limitazioni sul suo gioco:
- non può andare al servizio
- non può concludere un'azione d'attacco (all'interno dell'area di gioco) colpendo il pallone completamente al di sopra del bordo superiore della rete (o del suo prolungamento orizzontale)
- se il libero effettua un palleggio invadendo la zona di attacco (cioè dalla linea dei 3m compresa fino alla rete) un altro giocatore non può concludere un'azione d'attacco colpendo il pallone completamente al di sopra del bordo superiore della rete.

Le sostituzioni che coinvolgono il libero sono illimitate e devono essere effettuate a gioco fermo prima del fischio di autorizzazione al servizio. Di solito, nella pallavolo moderna, il libero entra al posto del centrale che è in seconda linea, dopo che quest'ultimo ha completato il suo turno di battuta, ed esce al momento di passare in prima linea per farvi rientrare il centrale.
Dalla stagione agonistica 2007-2008 sarà possibile iscrivere a referto un secondo libero italiano under 23 che potrà entrare in campo per sostituire il libero "titolare". Le caratteristiche principali di costui sono l'altezza non molto elevata, infatti essere bassi permette una maggiore agilità. Il libero è sicuramente veloce e riesce a compiere un bagher il più perfetto possibile, perlomeno all'interno della squadra.
Alcuni famosi liberi sono: Damiano Pippi, Mirko Corsano (primo libero della nazionale italiana),Loris Manià (nazionale maschile italiana), Sergio (Brasile), Hubert Henno (Francia) o ancora Pablo Meana (Argentina). A livello femminile si possono citare Paola Cardullo e Paola Croce, liberi della nazionale italiana.